Impegno, durata e accoglienza, Elisabetta Salvatori e Padre Otak Benedict

Come ormai tradizione, nel terzo anno dell’arrivo di padre Otack Benedict a Cerreto Alpi e Sassalbo, eravamo in tanti al piano terra della sede del Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano. Qualche cerretano, qualche sassalbino, perché come ha detto giustamente Giovanni Lindo Ferretti ormai non siamo più in tanti, ma ci siamo e finché qualcuno intonerà una quartina in Appennino, questo non sarà morto. Una classe di alunni e molti altri amici, qualcuno venuto apposta a Sassalbo per raccontare una storia coinvolgente come Elisabetta Salvatori, di Forte dei Marmi.

Così è iniziato questa primaverile serata d’inverno, con una terzina cantata e con i bicchieri pieni di latte e rhum, così come ormai è tradizione per questo 16 gennaio. Soprattutto con l’arrivo di coloro che la mantiene in piedi, questa tradizione: Padre Otack Benedict e Giovanni Lindo Ferretti.

E, come è tradizione, Padre Benedetto ci ha ricordato il posto che abbiamo nel suo cuore e nella sua cella presso il monastero ortodosso di Decani, dove al muro, vicino alla stufa, tiene un piccolo pezzo di noi: la cartolina che fu prodotta per la festa della perdonanza di San Michele a Sassalbo, il primo anno, quando quello a cui i più fortunati stavano assistendo era un piccolo seme di amore e accoglienza piantato in questo Appennino.

Infatti le due ricorrenze non potrebbero essere più intrecciate. Nate da un ispirazione visionaria sono cresciute come le querce di Marme, forti dell’impegno e della durata di un nuovo patto di Perdonanza che si svolge nel paese di Cerreto Alpi, durante i festeggiamenti del patrono San Giovanni il 24 giugno, e a Sassalbo per S. Michele il 29 Settembre.

Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno

Bibbia, libro della Genesi 18

Dal cammino che quel giorno ha unito queste due comunità, per anni tenute lontano dai rancori, ora vicine per comunanza di intenti, di volontà e soprattutto di destino, al cammino di Abramo. Un percorso di umanità e ostacoli.

Un momento molto intenso quello di stasera che ha visto partecipi le due comunità e come da tradizione l’emozione non è mancata neppure quest’anno, regalando ai presenti qualche lacrima e molto stupore.

Il momento culminante è arrivato con il dono dell’icona raffigurante la Trinità da parte di padre Benedetto alla comunità di Sassalbo.

Alla base dell’icona un pezzo della pietra sui cui ha camminato Dio durante l’incontro con Abramo, prima della nascita di Isacco, pietra raccolta durante un viaggio che ha visto protagonista lo stesso Padre Benedetto, il quale ha pensato alla comunità di Sassalbo.

Per tutti coloro che non fossero riusciti a partecipare alla serata di ricorda che venerdì 17 gennaio ore 11 a Cerreto Alpisi terrà la solenne benedizione dell’ultima stalla con gli animali, secondo il rito ortodosso e poi si mangerà assieme quello che ognuno porta presso il circolo di Cerreto Alpi

Vi aspettiamo…

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