Come diventare uno scaminato


Eddai, chi di voi da piccolo non ha desiderato di essere uno Scaminato?

Quando tutti chiedevano a me “Cosa vuoi fare da grande?” Io non
avevo dubbi: “Lo scaminato”, in realtà “La scaminata”, ma
poco importa.

Ironia della sorte lo sono diventata davvero e vi dirò è anche una bella
vita.

Mi alzo alla mattina e sento gli uccellini cinguettare.

Anche voi?

No, cari, è diverso, perché i miei non stanno nell’unico albero davanti a casa e sembra di essere al cospetto di un gruppo di mamme isteriche alle prese con la preparazione della prole per la scuola. E’ un cinguettare delicato e gioioso armonizzato dallo spazio e dalla libertà.

Non vi basta? Volete sapere qualche altro vantaggio?

La linea. Essere uno scaminato ti tiene in linea, perchè alle feste, quando
gli altri mangiano, tu lavori. Vabbè ci ho provato, non è proprio così, ma poco importa in verità perché scaminato lo sei o non lo sei, è una cosa che hai dentro, un richiamo atavico.

Sì, proprio quell’urlo lì. L’avete sentito? Io le sento da qui le vostra
urla.

Fate piano eh, che oltre a disturbare il condominio pennuto sull’albero
davanti a casa, anche i vicini si lamentano. Tenetelo calmo quell’urlo lì. Vi
serve sono a ricordare chi siete e da dove venite. Si chiamano radici e non è così facile sradicarle come si pensa. Potete andare lontano quanto volete, ma quelle saranno sempre lì dove le avete lasciate, ad aspettare proprio voi.

Un po’ come noi.

Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa.
(Cesare Pavese)

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